Le edizioni digitali dei settimanali

Dopo l’analisi sui dati ADS relativi alla diffusione cartacea e digitale dei principali quotidiani italiani, presentiamo i dati relativi ai settimanali lungo una serie storica a 14 mesi. Il periodo è sufficientemente lungo per fare alcune considerazioni di trend sul fenomeno.

Negli ultimi dodici mesi le vendite di abbonamenti alle edizioni digitali dei settimanali italiani sono poco meno che raddoppiate, crescendo dalle 217mila di febbraio 2013 alle 392mila unità del mese di febbraio 2014. L’aumento registrato nell’ultimo anno è quindi pari all’80% (aumento medio mensile del 5,0%) con significative differenze tra le testate.

La diffusione delle copie digitali dei settimanali cartacei certificati da ADS negli ultimi 14 mesi: la crescita sembra aver arrestato il suo ritmo negli ultimi tre mesi

La diffusione delle copie digitali dei settimanali cartacei certificati da ADS negli ultimi 14 mesi: la crescita sembra aver arrestato il suo ritmo negli ultimi tre mesi

Le prime tre testate settimanali per diffusione digitale (Io Donna, D, il Venerdì di Repubblica) diluiscono la loro quota sul totale delle Digital Edition dei settimanali, passando da un’elevata concentrazione (66,4% a febbraio 2013) al valore  di 53,9% di febbraio 2014. Ciò è conseguenza dell’affermarsi di nuove testate che un anno fa mostravano numeri ridotti se non nulli: Milano Finanza, Sorrisi e Canzoni TV, Vanity Fair, Gioia. Negli ultimi tre mesi la dinamica di crescita più solida è di Viversani e Belli (da zero a 10mila copie digitali), Gente (+ 66%), Vanity Fair (+58%). Nello stesso periodo, tuttavia, il numero complessivo di copie digitali è cresciuto solo del 3,1% e molti settimanali presentano numeri in flessione.

Alla data di Febbraio 2014 solo 21 delle 44 testate analizzate da ADS offrono ai lettori un’edizione digitale, numero stabile rispetto a dicembre 2013. Le 44 testate certificate da ADS hanno complessivamente diminuito la vendita di copie negli ultimi 12 mesi: la diffusione cartacea ha perso 259mila copie mentre quella digitale ne ha guadagnate 178mila. Il saldo è negativo per 81mila copie, -1,9% nell’ultimo anno.

Più formati, meno copie

I dati ADS di febbraio 2014 portano la serie storica a 14 mesi e consentono di fare alcune analisi di trend sulla diffusione delle copie cartacee e digitali dei principali quotidiani nazionali.

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Numero di copie digitali mensili diffuse dai quotidiani rilevati da ADS

Le vendite di abbonamenti alle edizioni digitali dei quotidiani italiani negli ultimi 12 mesi salgono dalle 230mila di febbraio 2013 alle 449mila unità dello stesso mese del 2014. L’aumento registrato negli ultimi dodici mesi è quindi pari al 95% (aumento medio mensile del 5,7%) ma all’interno della dinamica complessiva si notano significative differenze tra le testate. Le prime tre testate per diffusione digitale possiedono una quota molto elevata del totale delle Digital Edition di tutti i quotidiani, in crescita dal 65% di febbraio 2013 al 71,3% di febbraio 2014. Quasi tre copie digitali su quattro sono perciò diffuse da tre soli quotidiani: Il Sole, Il Corriere e La Repubblica.

Il Sole 24Ore ha visto un incremento di 114mila unità nell’ultimo anno (+223% nei 12 mesi), gli abbonamenti digitali al Corriere della Sera sono cresciuti di 47mila unità (+94%) mentre per La Repubblica si contano 10.300 abbonamenti in più (+22%).

La vendita dei quotidiani cartacei è calata dell’12,5% nel corso degli ultimi 12 mesi perdendo 427mila copie, sotto il livello di tre milioni di unità nel giorno medio. Nello stesso periodo gli abbonamenti digitali sono cresciuti di 219mila unità.

L’analisi limitata ai 15 quotidiani più attivi nella vendita di copie digitali conferma il trend calante: la vendita delle copie cartacee è calata nei 12 mesi di 354mila copie (-13,6% Y/Y) e nello stesso periodo gli abbonamenti digitali dei 15 quotidiani sono cresciuti di 208mila unità.

Le testate più attive sul digitale hanno quindi complessivamente diminuito le copie vendute (Carta + Digital Edition) negli ultimi 12 mesi: il saldo negativo è di 146mila unità.

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Differenza nel numero di copie vendute tra febbraio 2013 e febbraio 2014. Le barre rosse indicano la differenza delle copie cartacee, le barre verdi le copie digitali

Il saldo tra copie cartacee e digitali negli ultimi dodici mesi è positivo solo per Il Sole 24Ore (+75mila) e Avvenire (+3mila). Per tutte le altre testate è negativo e risalta il valore negativo di 50mila copie di Repubblica.

Puoi vedere tutti i dati sul sito di Human Highway.

UAC Trend 2013-2014

In Human Highway osserviamo con continuità da due anni e mezzo il fenomeno della diffusione spontanea sui Social Network degli articoli delle principali testate editoriali online in Italia. Le testate al momento sotto osservazione sono 45 e pubblicano online una media di 2.300 articoli per giorno (di più nei giorni feriali, meno nei weekend). Il sistema di rilevazione del fenomeno, UAC meter, individua gli articoli pubblicati sui siti delle testate e ne misura la popolarità sociale in termini di numero like, share, tweet/retweet, plus prodotti dai lettori su Facebook, Twitter e Google Plus.

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

I dati acquisiti a partire da novembre 2011 consentono di descrivere la dinamica della condivisione sociale delle notizie sul lungo periodo di quasi 30 mesi. Dall’osservazione dei trend in atto possiamo individuare le seguenti evidenze:

  • L’aumento costante dei volumi: nel mese di febbraio 2014 sono state prodotte oltre mezzo milioni di condivisioni di articoli nel giorno medio, in crescita dell’80% rispetto al medesimo periodo del 2013. Nello stesso periodo gli utenti italiani dei Social Network sono cresciuti con una dinamica molto più contenuta (intorno al 10%). Dobbiamo quindi concludere che aumenta l’attività dei singoli individui e si diffonde l’abitudine di condividere in modo sempre più frequente gli articoli che si leggono sulle principali testate online;
  • La differenza tra le testate: il ritmo di crescita della condivisione è molto diverso tra le diverse testate. A parte l’aumento clamoroso de Il Mattino (30 volte in un anno), forti accelerazioni hanno riguardato Fanpage (+386%), il Messaggero (+359%), Wired (+354%). Dall’altro versante si nota la sostanziale stabilità de Il Sole 24Ore (+4% anno su anno) e l’unico dato in calo per Il Corriere (-17%).
  • La stabilità delle “quote di mercato” dei tre social network presi in esame, anzi, un leggero ulteriore passo avanti di Facebook nell’assoluto dominio del fenomeno: il 95,1% delle condivisioni di articoli nel mese di febbraio 2014 è prodotto su Facebook (era il 93,4% nel medesimo periodo del 2013) mentre la quota di Twitter passa dal 5,8% di febbraio 2013 al 3,9% di febbraio 2014. Stabile G+ con un punto percentuale di quota.
Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

 

Numeri in libertà

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Un titolo del genere può far pensare che l’80% degli italiani tra i 12 e i 64 anni vada in giro con un telefonino o un tablet connesso a Internet.
Non è così.

I nuovi dati di AgCom (grazie all’Autorità per renderli disponibili) riportano la cifra di 39,5 milioni di SIM che hanno sviluppato traffico dati nell’ultimo trimestre del 2013.
Di queste, come si legge nello stesso rapporto, 8 milioni sono Connect Card (chiavette), non proprio oggetti mobili ma modem wireless per PC portatili o desktop.
Dei restanti 31,5 milioni si calcola (fonte: Politecnico di Milano) che 6 siano SIM associate a oggetti intelligenti, non umani (es., automobili, ascensori, contatori del gas, termostati etc.).
Rimangono quindi 25,5 SIM con traffico dati che sono, verosimilmente, inserite e attive in smartphone e tablet. Dal momento, però, che esistono 1,2 oggetti del genere per individuo, si deve concludere che gli individui che hanno accesso alla Rete in mobilità siano al momento poco più di 20 milioni.

La cassa di risonanza della TV

La ricchezza e la natura campionaria dei dati di TwitLine consentono di studiare con nuove modalità le dinamiche di interazione tra le trasmissioni televisive e i twitter stream ad esse associati.

Nella settimana del 10 Febbraio, il 4% dei tweet sono stati dedicati a una trasmissione TV. Le prime tre trasmissioni in termini di reach (numero di utenti Twitter raggiunti sul totale degli utenti settimanali) sono state MasterChef, Le Iene e Servizio Pubblico. Le persone raggiunte si stimano intorno ai due milioni di unità ma le modalità con le quali i tre programmi arrivano questo risultato sono molto diverse.

L’analisi dei follower.

I numeri di questo indicatore sono notevolmente inferiori ai contatti netti, dai 100mila di MasterChef ai 600mila de le Iene.

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I tre gruppi di follower sono disgiunti. Le eventuali sovrapposizioni riguardano una minima parte dei follower di ciascuna trasmissione e questo aiuta a caratterizzare il profilo sociodemografico dei tre gruppi:

  • MasterChef: prevalentemente femminile, titolo di studio elevato, RA di prodotti per la casa, più spesso della media al Nord Ovest e nelle Isole, più concentrati nelle età medio alte (dai 45 anni in su)
  • Le Iene: leggera prevalenza maschile, titolo di studio non elevato, più spesso della media al Nord Est, Centro e Sud, particolarmente concentrati nella fascia di età 25-34 anni
  • Servizio Pubblico: prevalentemente maschile, titolo di studio elevato, più spesso della media residente nelle regioni del Centro, più presente tra i giovani (meno di 25 anni) e i giovani adulti (35-44 anni)

Dai follower alla copertura netta.

La correlazione tra follower di una trasmissione e individui colpiti dai contenuti ad essa associati è certamente positiva ma la relazione tra queste due quantità non è lineare ed è influenzata da due dinamiche, anzi tre:

  1. Il grado di coinvolgimento dei follower: i follower della trasmissione retweettano i contenuti e amplificano il messaggio inoltrandolo alla propria lista di follower. La propagazione dei messaggi dell’autore originario può essere molto efficace e moltiplicare il numero di persone colpite dai messaggi del primo autore, che generalmente coincide con la redazione della trasmissione. In questo contesto, i tweet che stimolano partecipazione e coinvolgimento sui contenuti generano una propagazione più efficace del messaggio.
  2. La produzione spontanea di contenuto degli spettatori della trasmissione. Anche i non follower producono o retweettano tweet con l’hashtag della trasmissione. L’unica differenza, in questo secondo caso, è che i contenuti sono spontanei e non prodotti dalla redazione. Qui si tratta di coinvolgere gli spettatori televisivi e spingerli a creare loro stessi del contenuto, a partire dai contenuti della trasmissione. E’ la trasmissione TV che guida la dinamica, non l’interazione tra la redazione del programma e propri follower diretti.
  3. La produzione autonoma di contenuto legato alla trasmissione da parte di alcuni grandi stakeholder dell’iniziativa mediatica. Durante la trasmissione di MasterChef, per esempio, alcuni noti marchi di prodotti alimentari producono contenuto usando l’hashtag e lo irraggiano alla loro base di follower. Questo è marketing, ma non solo, anche semplice desiderio di partecipazione. Esempi? Oltre ai tweet con #Masterchef di Barilla e Amadori troviamo a twittare la sera di giovedì 13 febbraio anche Selvaggia Lucarelli con diversi messaggi sul tema ai suoi 207mila follower, Luca Dondoni (71mila follower), Ivan Zazzaroni (114 mila follower) e tanti altri. Se decine di personaggi seguono e fanno l’endorsement del programma su Twitter, propagare il messaggio a milioni di individui diventa facile.

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Le “audience delle audience”

Il risultato è che Twitter diventa un luogo affollato di messaggi. E’ difficile rimanere esclusi dal perimetro di quanti sono toccati almeno una volta da un hashtag legato a una popolare trasmissione perché la propagazione guidata e spontanea tende a saturare lo spazio disponibile. L’analisi di sovrapposizione mostra che il segmento di utenti di Twitter più esteso (21%, poco meno di un milione di individui) è quello colpito dai contenuti relativi a tutte e tre le trasmissioni analizzate. Viceversa, solo un utente Twitter su tre non viene colpito nella settimana da almeno una delle tre trasmissioni più popolari del momento.

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La parte di utenti che interagisce col contenuto (produce, retweetta o favorisce un tweet) rimane confinata a pochi punti percentuali del totale degli esposti. Il problema è che non si capisce quanto questi spettatori attivi e interattivi possano ritenersi rappresentativi dell’intera audience del programma. Mancano, cioè, le garanzia metodologiche per poter compiere il passaggio tipico delle ricerche campionarie: dal campione all’universo. Possiamo dire che 10mila produttori di contenuto su Twitter rappresentino lo stile di visione, il gradimento e le reazioni di un insieme di telespettatori cento volte più esteso?

La risposta è no, a meno che si trovi un metodo e qualche prova per affermare il contrario. Se hai qualche idea, scrivici.

Audience TV su Twitter

Le analisi dei dati prodotti da Twitline lungo un’intera settimana mostrano che il gli hashtag associati alle più popolari trasmissioni TV interessano circa il 2% del totale dei Tweet. In alcune fasi della settimana (in particolare nella serata di giovedì) il 30% dei Tweet sono relativi a una trasmissione TV (in quella sera ci sono i due big della SocialTV, Servizio Pubblico e MasterChef) ma ogni giorno della settimana si può dire che abbia il suo hashtag televisivo di riferimento.

Il sistema di TwitLine estrae ed elabora le informazioni che trova nelle Twitter timeline degli utenti sotto osservazione e organizza le informazioni in un database, con la frequenza di aggiornamento di un’ora.

Le analisi di Twitline consentono di descrivere la popolarità di una trasmissione TV su Twitter con i classici parametri dell’analisi della comunicazione: la reach e la frequenza (da cui i GRP), lo share e l’audience, la copertura efficace e i contatti lordi, il profilo dell’audience. Inoltre, le informazioni sono arricchite con i nuovi parametri tipici del mondo social: la partecipazione proattiva, la reattività, l’influenza nella propria rete, il profilo di affinità a determinati temi d’interesse.

Qui sotto vedi elencate le 20 trasmissioni TV più popolari, in termini di Reach, nei sette giorni dal 21 al 27 gennaio 2014, Qui, invece, il report completo e interattivo.

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Una settimana di Twitter in Italia

Le analisi dei primi dati prodotti da Twitline mostrano che il flusso d’informazioni sul Twitter italiano è decisamente ricco e totalmente allineato con l’agenda mediatica del paese. Lo strumento panel-based costruito da Human Highway per l’analisi di Twitter ha analizzato un milione di tweet in una settimana e ha prodotto i primi risultati, che trovi riassunti in una pagina pubblica sul sito della società.
A una prima occhiata si nota che ci sono sostanzialmente tre famiglie di hashtag ad emergere dal flusso costante dei tweet:

  1. gli hashtag degli eventi imprevisti o straordinari (es., le dimissioni di un ministro, le manifestazioni in Egitto o Ucraina, novità dal mondo dell’attualità, della politica, dello spettacolo etc.)
  2. gli hashtag di eventi ricorrenti, generalmente su base settimanale: partite di calcio, trasmissioni TV, ricorrenze come il ff (follow friday)
  3. gli hashtag “di sottofondo”, sempre presenti con volumi paragonabili ogni giorno. Tra questi si evidenziano gli hashtag della politica (sigle di partiti, personaggi) e, con una certa sorpresa, gli hashtag geografici (i nomi delle principali città italiane)

Il sistema di TwitLine estrae ed elabora le informazioni che trova nelle Twitter timeline degli utenti sotto osservazione e organizza le informazioni in un database, con la frequenza di aggiornamento di un’ora.

Le analisi di Twitline consentono di descrivere la popolarità degli hashtag di Twitter con i classici parametri della pianificazione media quali la reach (esclusiva, cumulata) e la frequency (media e distribuzione), la copertura efficace e i GRP. Inoltre, le informazioni sono arricchite con i nuovi parametri tipici del mondo social: la partecipazione proattiva, la reattività, l’influenza nella propria rete, il profilo di affinità a determinati temi d’interesse.

Qui sotto vedi elencati i 100 hashtag più popolari, in termini di Twitter GRP, nella settimana del 20 gennaio 2014

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