L’Amplificazione sociale dell’informazione di attualità

Nel primo giorno del Festival del Giornalismo di Perugia Human Highway presenta i nuovi risutalti sulla dinamica di diffusione spontanea delle notizie di attualità attraverso i Social Network. Il tema sarà trattato il 24 aprile 2013 nel panel dal titolo “Social (In)ability”, moderato da Pier Luca Santoro e con la partecipazione di  Giacomo Fusina, CEO di Human Highway, Vincenzo Cosenza di BlogMeter, social media strategist di riconosciuto valore a livello internazionale, Daniele Chieffi, esperto di Online Media Relations e autore di OLMR, Maurizio Tesconi, figura chiave nello sviluppo di  Social Trends, un’applicazione web che ha come obiettivo il monitoraggio, l’analisi e lo studio dei social media e della loro evoluzione nel tempo e Renato Vichi, Head of Media Relations Italy and Senior Vice President di Unicredit.

Per l’occasione Human Highway ha sviluppato un widget interattivo di presentazione dei dati del fenomeno, relativi al mese di Marzo 2013. Una quota rilevante di traffico sui siti d’informazione è prodotta da link postati sui Social Networks (Facebook in particolare): gli articoli più condivisi dai lettori diventano le entry pages dei siti che li hanno prodotti. Questi articoli diventano di fatto gli “ambasciatori della testata” sui Social Networks e la forza della loro condivisione è proporzionale alla forza di engagement del brand editoriale e alla rilevanza dei contenuti della notizia.

La risonanza mediatica sui Social Networks

Il mese di Febbraio è stato molto intenso dal punto di vista mediatico. Le dimissioni di Benedetto XVI e le elezioni politiche hanno dato un fortissimo impulso all’attenzione del pubblico e la risonanza sui social network ha raggiunto il record storico. Nel mese di Febbraio 2013 sono stati condivisi oltre 55mila articoli sulle principali 40 testate online rispetto ai 38mila del Febbraio 2012 (+48%). I lettori del Web hanno prodotto su questo materiale informativo più di otto milioni di condivisioni rispetto ai 2,8 dello stesso mese del 2012 (+188%).

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Numero di articoli pubblicati in un determinato giorno (scala di sinistra) e numero medio di condivisioni prodotte sui medesimi articoli (scala di destra). I dati si riferiscono alle 40 testate sotto osservazione di UAC Meter

Il periodo più intenso è stato tra il 6 febbraio e il 7 marzo e il record di condivisioni è stato raggiunto dagli articoli pubblicati il 12 marzo, con 589mila segnalazioni, il 96% delle quali su Facebook.Il picco più elevato è stato prodotto il giorno successivo alle dimissioni di Papa Benedetto XVI ma tutto il mese si è mantenuto su livelli di attenzione e condivisione mai visti in precedenza: una media di quasi 300mila condivisioni per giorno e 150 per articolo.

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Le prime dieci testate per numero complessivo di condivisioni prodotte sugli articoli pubblicati tra il 6 Febbraio e il 7 Marzo 2013

Gli articoli più condivisi risultano quelli delle tre testate leader del fenomeno: Repubblica, Corriere e il Fatto Quotidiano. Più di metà delle condivisioni rilevate sulle 40 testate monitorate (precisamente il 54,5%) sono relative a contenuti pubblicati da Repubblica (con una quota del 29% in febbraio), Corriere (quota del 15%) e il Fatto Quotidiano (10%). L’elevata produzione di Repubblica avvantaggia la testata nel computo delle condivisioni complessive del periodo: i 5.504 articoli nel mese di Repubblica si devono mettere a confronto con i 3.557 di Corriere e i “soli” 2.063 de Il Fatto Quotidiano.

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Numero di articoli pubblicati dalle testate sotto osservazione nei trenta giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo.

Tuttavia, se le condivisioni generate dagli utenti si mettono a confronto con il numero di articoli prodotti, il ranking si rimodula leggermente. In questo caso si tratta di misurare il numero medio di condivisioni per articolo (l’Amplifying Power di una testata) e si ottiene il valore massimo per Il Fatto Quotidiano (525 condivisioni medie per articolo in Febbraio), seguito da Repubblica (481 condivisioni per articolo) e Corriere (417). Su questo indicatore negli ultimi sei mesi si segnalano le buone performance di Huffington Post e di Internazionale, con una crescita dell’Amplifying Power superiore a 30 unità per mese.

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Numero medio di condivisioni per articolo pubblicato da una determinata testata nel periodo 6 Febbraio – 7 Marzo

Come già notavamo, oltre il 90% delle condivisioni sono Like e Share su Facebook. Solo una quota residuale riguarda le segnalazioni su Twitter, generalmente intorno al 6/7% del totale, ma esistono significative eccezioni: il numero medio di Tweets per articolo è massimo per IlPost e tra i tre grandi player si inseriscono diverse testate caratterizzate da volumi complessivi di condivisioni più contenuti e da una forte affinità con Twitter.

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Le prime dieci testate in ordine decrescente di numero medio di Tweet per articolo. I dati sono relativi ai 30 giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo 2013

Puoi continuare a seguire il fenomeno consultando gratuitamente i dati di UAC Meter (login con LinkedIn).

17 milioni di acquirenti online entro fine anno

L’eCommerce italiano non finisce di stupire. Dopo diversi anni di crescita progressiva e ordinata appare ora animato da una dinamica virtuosa che introduce un’ulteriore accelerazione rispetto al trend precedente. I fattori che ci porteranno verso una nuova fase di sviluppo degli acquisti online sono individuabili in tre aspetti:

  • la maggior confidenza e famigliarità degli italiani con gli acquisti su Internet. Per molto tempo si è notato come l’eCommerce fosse frenato dalla diffidenza degli acquirenti, sia per le modalità di acquisto a distanza che per la percezione di insicurezza nell’utilizzo dei sistemi di pagamento online. I timori non sono stati fugati dal perfezionamento dei sistemi (oggi si paga online sostanzialmente con i sistemi di dieci anni fa) ma dall’elevata soddisfazione di milioni di persone che hanno iniziato in modo timido e prudente ad effettuare gli acquisti su Internet e non fermarsi più, anzi, aumentando nel tempo la loro frequenza di acquisto. La soddisfazione e la convenienza (non solo economica) degli acquisti online sono così elevate che contagiano positivamente le altre persone più restie in un effetto a valanga di cui vediamo i risultati in questi mesi. A Febbraio 2013 il 48% degli utenti Internet ha effettuato almeno un acquisto nei tre mesi precedenti: è ragionevole supporre che questa quota potrà raggiungere valori prossimi al 100% entro i prossimi cinque anni;
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Milioni di acquirenti attivi (almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi)

  • la maturità del settore e la completezza dell’offerta, insieme a nuovi modelli di acquisto proposti al consumatore (multicanalità, vendite private, couponing, broker e comparatori etc.)
  • il costante aumento di utenti Internet e la crescente penetrazione di smartphone nell’utenza, una situazione che rende possibile l’accesso a informazioni commerciali da ogni luogo. Gli acquisti online da device mobile negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 164
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Volumi annuali delle transazioni online originate da acquirenti italiani (in miliardi di euro)

Le previsioni per il 2013 indicano il raggiungimento verso fine anno dei 17 milioni di acquirenti online attivi e un giro d’affari compreso tra i 14 e i 15 miliardi di euro.

I risultati dell’eCommerce Index prodotto da NetComm e Human Highway sono disponibili su SlideShare.

Il fenomeno Ruzzle

Prendi un dispositivo touch connesso alla Rete (14 milioni di utenti oggi in Italia), un vecchio gioco semplice e molto popolare in passato (Il Paroliere), mettili in un app e condisci tutto con un po’ di social: ecco a voi il successo di Ruzzle.

Se n’è parlato molto nelle ultime settimane e il fenomeno ha davvero assunto proporzioni significative: una ricerca di Human Highway di febbraio 2013 indica nella cifra di otto milioni il numero di italiani che conoscono il gioco e in 4,5 milioni il numero di giocatori abituali.

La conoscenza e la pratica del gioco è particolarmente concentrata nei giovani (oltre tre giovani di meno di 24 anni su quattro conoscono Ruzzle) e scende in modo progressivo all’aumentare dell’età. Due terzi dei giocatori ha meno di 34 anni e si nota una leggera prevalenza di ragazzi rispetto alle ragazze.

Mentre la conoscenza di Ruzzle è più diffusa al Sud, l’utilizzo della app di gioco non dipende dalla latitudine ed è piuttosto uniforme in tutto il territorio nazionale. I giocatori di Ruzzle si trovano generalmente nelle città grandi e medio-grandi e il gioco è meno diffuso tra gli abitanti dei piccoli centri.

Sull’onda del successo è già stato indetto il primo campionato italiano di Ruzzle e il gioco potrebbe approdare in TV con un format costruito su misura.

I risultati della ricerca sono disponibili su SlideShare.

I trend del 2012: nuovi device di utilizzo di Internet

La quota di utenti Internet che accede alla Rete da dispositivo mobile è aumentata dal 33% di fine 2011 al 39% di fine 2012. Sei punti percentuali in più in dodici mesi si traducono in due milioni di individui che nel corso del 2012 hanno iniziato ad usare Internet su telefonino portando il numero complessivo di mobile users a 11,2 milioni.

L’incidenza degli utenti di iPhone ha iniziato a diminuire nella seconda metà dell’anno mentre la quota di utenti da Smartphone non iOS ha continuato ad aumentare.

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Al di fuori del perimetro dei dispositivi mobili (diciamo device tascabili) si notano altri due movimenti interessanti che riguardano dispositivi ulta-portatili diversi dal Notebook:

  1. l’aumento degli utenti di Tablet PC, quasi raddoppiato nel 2012 e oggi pari a 4,8 milioni di individui (individui, non device). Nell’80% dei casi si tratta di iPad
  2. il declino del Netbook, un dispositivo che nel 2011 aveva raggiunto una significativa penetrazione nell’utenza Internet (oltre il 20%) e che ora sta velocemente diminuendo.

Nell’analisi di lungo periodo, da inizio 2010 a oggi, si rileva anche la perdita di qualche punto percentuale della penetrazione del PC tradizionale, fisso o mobile. Se nel 2010 questa era pari al 96%, a fine 2012 è diminuita di quattro punti, al 92%: un piccolo cedimento che però segnala un fenomeno di proporzioni rilevanti. Esiste cioè un crescente numero di individui (in particolare i giovanissimi) che si affacciano all’utilizzo di Internet con dispositivi diversi dal PC: Smartphone innanzitutto ma anche Tablet e SmartTV e console di gioco per la TV connesse a Internet.

Al momento si stima che il 3% dell’utenza Internet acceda alla Rete esclusivamente da device mobile, cioè quasi un milione di individui, e che tre milioni di utenti Internet utilizzino anche la TV per accedere ai servizi online.

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L’incidenza degli utenti Internet via TV è destinata a crescere in modo notevole nei prossimi anni e a cambiare la fruizione dei servizi online: mentre lo stile di utilizzo di Internet da mobile è già noto e consolidato (un mix di social, messaggistica, app di utilità e intrattenimento), la crescente penetrazione delle Smart/Connected TV farà convergere i contenuti video e i servizi online in una forma non ancora del tutto prevedibile. Su questo tema possiamo aspettarci grandi cambiamenti nei prossimi tre anni.

Per maggiori informazioni visita la sezione sul sito di Human Highway (login con LinkedIn)

I trend del 2012: l’eCommerce

Si è chiuso un altro anno di crescita a due cifre per l’eCommerce italiano: dopo un incremento del 15% sul volume d’affari nel 2011 rispetto all’anno precedente, il 2012 ha fatto addirittura meglio, con una crescita del 18%. Un risultato di grande rilievo se si pensa che la dinamica dei consumi retail in Italia è stangante, se non declinante, in quasi tutti i comparti.

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La crescita impetuosa dell’anno scorso si deve  in gran parte all’aumento della quota di utenti Internet che hanno compiuto acquisti online. La penetrazione del fenomeno si attesta attorno al 35% all’inizio dell’anno e cresce con continuità nei dodici mesi fino al 45% del dicembre 2012: tre milioni di acquirenti in più in un solo anno. Anche il numero di acquisti online mensili aumenta in modo significativo, dalle 11 milioni di transazioni rilevate nei primi mesi del 2012 alle 15 milioni medie degli ultimi tre mesi dell’anno.

Il valore degli acquisti online complessivamente generato dagli italiani cresce “solo” del 17,5%. Ciò significa che scende il valore medio degli acquisti per acquirente e lo scontrino medio, cioè il valore medio di una singola transazione. Lo scontrino medio a fine 2011 si aggirava intorno ai 94€ mentre negli ultimi mesi del 2012 si riduce a 76€. Ciò è dovuto al calo relativo della quota di acquisti di viaggi e turismo nel paniere degli acquisti online a favore di categorie merceologiche caratterizzate da importi medi più bassi. Tra le due categorie in maggior crescita si segnalano l’abbigliamento e gli alimentari, nelle quali si rilevano acquisti di importo ridotto che difficilmente raggiungono il valore di un biglietto aereo o della prenotazione di un soggiorno turistico.

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In sintesi: più acquirenti, acquisti più frequenti per beni diversi, crescita della quota di acquisti tipici del mondo tradizionale. L’eCommerce italiano è finalmente diventato grande e maturo ma rispetto agli altri paesi europei sviluppati ha ancora molto da recuperare. Possiamo quindi attenderci ancora diversi anni con crescite a due cifre.

Per maggiori informazioni visita la sezione eCommerce sul sito di Human Highway (login con LinkedIn)

Caro Babbo Natale…

È ormai il quinto anno che – in occasione del Natale – Human Highway saluta  i propri panelisti con una speciale ricerca: cosa vorrebbero chiedere a Babbo Natale? L’iniziativa è stata molto apprezzata e nel giro di cinque rilevazioni (dal 2008 al 2012) ha raccolto 20.000 lettere a Babbo Natale. I contenuti delle lettere permettono di capire in profondità l’universo di desideri, le aspettative degli italiani e il loro evolversi e mutare nel tempo.

Di seguito alcune considerazioni e spunti di riflessione tra il serio e il faceto (per ulteriori approfondimenti c’è una presentazione su SlideShare):

1.    Lavoro, salute, serenità, soldi e casa sono, in tutte le rilevazioni effettuate, i primi cinque desideri più citati degli italiani. Tra le altre cose più desiderate si trovano anche un’auto nuova, un viaggio, oggetti hi-tech, l’immancabile sogno di vincere al superenalotto (o lotteria che sia), la “felicità in famiglia” e l’intramontabile speranza della “pace nel mondo”. Fin qui niente di nuovo: escludendo i nuovi oggetti hi-tech, i desideri che esprimono gli italiani nel 2012 non appaiono molto diversi da quelli che – plausibilmente – erano i desideri dei loro padri (e forse nonni).

2. C’è però qualcosa di cui occorre tener conto. Negli ultimi cinque anni è cambiato significativamente il ranking dei regali più richiesti: se nel 2008 il primo desiderio era la voglia di serenità, seguito da buona salute e poi un bel lavoro, con l’inasprirsi della crisi economica e occupazionale è invece aumentata sempre più la quota di quanti per Natale vorrebbero ricevere, più che la serenità e la salute, un posto di lavoro. Anche quanti hanno un posto di lavoro desiderano una maggiore tranquillità e la sicurezza di un posto fisso, stabile e/o adeguatamente retribuito. Insieme al lavoro cresce negli anni anche la richiesta di ricevere in regalo dei soldi che permettano di realizzare sogni irraggiungibili ma anche – più semplicemente – di estinguere il mutuo o di pagare le tasse.

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3. L’Italia è un paese ricco di differenze ma ce n’è una su tutte (e chi fa il nostro lavoro lo sa bene!) che funziona sempre: le differenze tra uomini e donne. Nella maggior parte delle indagini sulla popolazione – e ancora di più  quando si studiano aspettative, desideri e visioni del mondo più che comportamenti e stili di vita – la distinzione tra uomini e donne delinea sempre un netto confine di valori (talvolta anche in contrapposizione) e alimenta molti degli stereotipi e dei luoghi comuni di sempre.

Per esempio: quando esprimono un desiderio le donne pensano molto più di frequente degli uomini all’ambito degli affetti, alla famiglia, all’amore e alla casa (una casa se ancora non la si possiede o una casa nuova o una casa rinnovata da condividere con chi si ama). Anche la “serenità” è un desiderio tipico delle donne così come la voglia di viaggiare e di una vacanza rilassante.  I desideri tipici degli uomini sono invece meno legati alla sfera affettiva e più legati a quella materiale e funzionale: i soldi o un lavoro meglio retribuito, un’auto nuova, oggetti tecnologici e – se proprio bisogna dire qualcosa di immateriale – la “pace nel mondo” più che la “serenità in famiglia”.

4. Sempre a proposito di stereotipi (che puntualmente si confermano) ma anche di tematiche più serie come divisione dei ruoli e distribuzione dei compiti tra uomo e donna: pensando al “regalo che non è ancora stato inventato”, una donna su tre vorrebbe ricevere in dono il colf robot cioè un robottino tutto fare che stira, lava, pulisce e riordina mentre un uomo su tre sogna la macchina del tempo per poter tornare indietro di 10 anni…

5. Ancora in relazione al regalo che non esiste (ma che si vorrebbe ricevere per Natale), uomini e donne concordano nel desiderare più di tutto il teletrasporto, cioè la possibilità di percorrere in poco tempo ampie distanze. Nella vita e nelle esigenze quotidiane gli uomini e le donne si assomigliano mentre nelle aspettative, nei desideri e nei sistemi valoriali emergono le maggiori differenze.

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